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Storia dei Labirinti

Il labirinto nel vocabolario italiano è descritto come un luogo, edificio, intreccio di strade o passaggi dove è difficile orientarsi e da cui è difficile uscire. Ma è anche descritto come un gioco di pazienza che consiste nel trovare, tra tante strade tortuose, l’unica che conduce all’uscita.

Nell’antichità ...

La sua storia millenaria ci riporta nell’isola di Creta all’interno del leggendario labirinto di Cnosso. Qui Teseo, grazie all’ormai famosissimo filo d’Arianna, riuscì a trovare la via d’uscita dopo aver ucciso il Minotauro.

I labirinti sono quindi presenti sin dall’antichità e gli storici ne menzionano alcuni in diverse parti della Terra: oltre chiaramente a quello appena descritto e forse il più famoso di tutti (Labirinto del Palazzo di Cnosso), si ricordano quello in Egitto (Labirinto di Meride), in Italia (Labirinto di Porsenna), in Grecia (Labirinto di Lemno) e negli Stati Uniti (Labirinto di  Baboquivari).

In Italia, più precisamente in Val Camonica, recenti ritrovamenti hanno riportato alla luce un’incisione rupestre risalente addirittura all’età del ferro che raffigura quella che è l’esatta soluzione di un labirinto simmetrico univiario.

Nel Medioevo ...

Il prototipo di labirinto a forma circolare, caratterizzato da un’unica via che conduce al centro della struttura, fu ripreso durante il periodo medievale soprattutto nelle illustrazioni di manoscritti e iniziò ad essere raffigurato nelle pavimentazioni di alcune cattedrali. Ma con il passare del tempo la sua funzione come simbolo di pellegrinaggio andò perduta!

Nel XXI Secolo ...

Il tema del labirinto è stato via via ripreso nel corso dei secoli ed è stato quasi sempre utilizzato come metafora evocata dalla sua immagine. La sua figura è stata impiegata nella letteratura, nelle arti grafiche, nei monumenti, in alcune nuove tecniche costruttive, nell’opera teatrale ed è stato spunto per alcuni registi per girare alcuni film.   

Grazie a recenti studi sembra che il labirinto sia un’importante risorsa educativa in grado di aiutare i più piccoli nella loro crescita e nel rapporto con gli altri. In effetti sembra proprio che la sua immagine affascini i bambini che immediatamente attivano la mente a produrre correlazioni con diverse discipline. La ricerca in campo educativo sta infatti sviluppando l’idea di inserire il tema del labirinto all’interno del percorso scolastico. 

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Labyrinth Letters

L'idea delle “Labyrinth Letters” è nata tra il 1998 e il 1999 dalle mani dell’Autore che ha riprodotto il proprio nome su di un foglio di carta lucida con la tecnica della penna a china. Spinto poi dalla voglia di realizzare delle scritte simpatiche ai propri nipotini nel 2010 ha deciso di riprendere in mano quell’idea e di svilupparla.

Sappiamo che il “labirinto” ha una storia millenaria (chi non conosce il famosissimo filo d'Arianna!?!) e tutt'oggi continua ad affascinare moltissime persone. Un famoso scrittore scrive che in un certo senso è possibile affiancare questa parola alla condizione umana: esistono infatti moltissime situazioni in cui è facile entrare ma è difficile uscire. Spesso le persone vagano senza ben sapere dove vadano e a cosa andranno incontro scegliendo una strada oppure un'altra ...

L’Autore ha voluto riprendere questo concetto ed ha realizzato le sue lettere personalizzate ed uniche nel loro genere!

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I BAMBES

Ma i BambeS esistono veramente? Ebbene si!!!

Dovete sapere che nel lontano 1992, in una classe della scuola media di via Dante Alighieri, nel piccolo Comune di Castiglion Fiorentino, c’erano due bambini vicini di banco che si chiamavano Luca e Simone.

Un bel giorno quest’ultimo, durante una lezione di disegno, decise di fare un “ritratto” all’amico Luca e dopo averlo osservato attentamente iniziò a disegnare. Quando ebbe terminato, sodisfatto del personaggio che aveva realizzato decise di farsi un “autoritratto”!

Il risultato finale fu che Simone aveva disegnato due personaggi buffi e simpatici con una testa grande e rotondeggiante, braccia lunghe e affusolate, con tre dita per ogni arto e con uno strano berretto in testa. L’unica cosa che li contraddistingueva è che il “ritratto” che doveva sembrare Luca aveva in mano una racchetta da tennis, mentre il “ritratto” che doveva sembrare Simone aveva una penna all’orecchio. I due amici si guardarono e sorridendo dissero: <Bisogna trovargli un nome!!!>….

E fu così che nacquero i primi due Bambe della storia: Bambe-Bi e Bambe-Bu! Di conseguenza, da quel giorno, i due amici cominciarono a chiamarsi con quel soprannome!

In pochi giorni molti dei loro compagni di classe erano diventati dei Bambe e insieme a Bambe-Effe e Bambe-Balena dettero vita ad un ritornello cantato…… (in pochissimi se ne ricorderanno).

Tutti loro, tutti gli altri che sono nati successivamente e che continueranno a nascere sono i BambeS!!!

Se vi dovesse capitare di passare per il piccolo comune toscano, potreste chiedere dei Bambe e se siete veramente fortunati potreste addirittura incontrarne qualcuno……

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bambe-bi     bambe-bu

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